22 gennaio 2009

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

La clinica "Quiete" di Udine è disposta ad accogliere Eluana Englaro. Lo ha detto stamattina Ines Domenicali, presidente diessina della casa di riposo, che non è convenzionata con il sistema sanitario nazionale. E' il secondo centro friulano che si dice pronto ad ospitare Eluana: prima era stata la clinica Città di Udine, che però si è tirata indietro dopo la direttiva del ministro del Welfare Sacconi.

L'entrata in scena della "Quiete", una struttura che attualmente ospita 450 lungodegenti, avviene dopo il botta e risposta tra la presidente del Piemonte Mercedes Bresso e l'arcivescovo di Torino Severino Poletto, sulla possibilità che Eluana venga ricoverata in una struttura piemontese.

Domenicali ha precisato che si tratta di un'ipotesi ancora in via di verifica: "Il sindaco ci ha interpellato, ho convocato informalmente il consiglio di amministrazione per decidere se verificare la nostra disponibilità, non si e' votato nulla e solo la prossima settimana lo faremo, dopo aver esaminato ogni aspetto della vicenda''.

Il presidente ha chiarito che la clinica non è "convenzionata con il sistema sanitario nazionale e quindi per noi non possono valere atti d'indirizzo come quelli del ministro Sacconi''. La "Quiete", inoltre, si limiterebbe all'ospitalità di Eluana, mentre le procedure per la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione avverrebbero con l'intervento di un'equipe di volontari.

"Ritengo opportuno che Udine possa dare una risposta giusta e civile a questa vicenda umana", ha detto il sindaco Furio Honsell, del Pd, a proposito della richiesta alla clinica. "Ci sono stati contatti, ma per ora non è arrivata alcuna risposta concreta", ha confermato la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, che ha aggiunto: "Stiamo cercando di portare avanti la nostra richiesta, anche con altre strutture, ma in modo assolutamente riservato come è doveroso che sia".

E' l'ennesimo episodio della vicenda di Eluana, la ragazza in stato vegetativo da 17 anni e da tempo al centro della polemica dopo che il padre, Beppino Englaro, ha percorso tutte le vie legali possibili per permettere l'interruzione dell'idratazione e alimentazione artificiale. E oggi c'è stato un ulteriore passaggio, con l'udienza al Tar della Lombardia relativa alla richiesta di sospensiva del provvedimento regionale avanzata da Beppino Englaro. La Regione Lombardia, infatti, lo scorso settembre ha negato alle strutture sanitarie regionali di effettuare l'interruzione delle cure che tengono in vita Eluana.

Il legale della famiglia e la curatrice di Eluana hanno proposto "il rito breve" e il collegio ha deciso di procedere in questo modo, perché ha ritenuto che non ci sia bisogno di un'istruttoria. I giudici entreranno quindi nel merito, decidendo se annullare o meno il provvedimento, e il Tar depositerà la sua sentenza tra qualche giorno.

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