Da qualche parte doveva pur finire, e cosa meglio se questa era la parte nella quale non c'era Cainero e compagnia bella? Sempre in campagna elettorale Volpe Pasini aveva detto che sarebbe andato con chi lo avrebbe fatto vicesindaco. Dichiarazione più volte ripetuta in pubblico e pubblicata sui giornali. Cainero ha perso (dopo aver strombazzato ai quattro venti che mai e poi mai l'avrebbe voluto con sè) e Martines è intoccabile. Ma qualcosa si è comunque combinato e gli è stata affidata la sicurezza. E chi meglio di lui che aveva sfilato in via Roma con gli extracomunitari, battagliato con i rom e le prostitute? La politica in provincia, d'altra parte ,è questa. E forse non solo in provincia.
25 novembre 2008
TROMBETTE E TROMBONI
Da qualche parte doveva pur finire, e cosa meglio se questa era la parte nella quale non c'era Cainero e compagnia bella? Sempre in campagna elettorale Volpe Pasini aveva detto che sarebbe andato con chi lo avrebbe fatto vicesindaco. Dichiarazione più volte ripetuta in pubblico e pubblicata sui giornali. Cainero ha perso (dopo aver strombazzato ai quattro venti che mai e poi mai l'avrebbe voluto con sè) e Martines è intoccabile. Ma qualcosa si è comunque combinato e gli è stata affidata la sicurezza. E chi meglio di lui che aveva sfilato in via Roma con gli extracomunitari, battagliato con i rom e le prostitute? La politica in provincia, d'altra parte ,è questa. E forse non solo in provincia.
24 novembre 2008
VOLPE PASINI E LA RISATA COMUNISTA
Agostino Maio, capogruppo del PD nel Consiglio comunale di Udine, trova molto divertente che il PDL (l´opposizione) chieda al Sindaco Honsell di rispondere politicamente del "caso Volpe Pasini". Maio trova che sia roba da ridere sperare che Honsell dimostri senso di responsabilità dopo aver nominato quale garante dell´applicazione di leggi, norme e provvedimenti che riguardano la sicurezza dei cittadini una persona che notoriamente aveva ed ha in corso procedimenti giudiziari ed è appena stato condannato a due anni e mezzo di reclusione per bancarotta.
Maio trova ridicolo che si chieda a Honsell perché non ha deciso immediatamente di sospendere l´incarico a quella persona, pur essendo la sospensione prevista addirittura da norme di legge.
Maio ha ragione a trovare ridicolo l´atteggiamento dell´opposizione. Non penseranno mica - quelli del PDL - che dopo aver fatto tanta fatica per occupare l´amministrazione comunale di Udine Honsell e i suoi compagni possano ora abbandonare le cariche per un unico - sia pure pedestre - errore! Va sottolineato infatti che l´errore è unico, perché finora l´amministrazione Honsell non ha fatto nulla.
Il sindaco è evidentemente convinto che chi non fa non sbaglia. Purtroppo di fronte alla sua inerzia, necessaria per difendere l´immagine a cui tiene in misura smodata, i mille problemi che da anni affliggono Udine stanno definitivamente affondando il capoluogo. La stessa organizzazione amministrativa del comune, composta da dirigenti, funzionari e dipendenti capaci e responsabili, ne risulta irrimediabilmente frenata. Temi come il piano regolatore, il piano di marketing urbano, gli eventi culturali di livello internazionale, l´animazione e la capacità di attrazione del capoluogo, la rinascita delle attività commerciali, la riorganizzazione dei servizi urbani e della mobilità (ed è meglio interrompere qui un elenco che potrebbe riempire pagine) non possono essere scavalcati da messe in scena come il gemellaggio con città dell´Africa nera o il bilancio partecipativo (quest´ultima è la situazione nella quale si chiede ai cittadini di pronunciarsi su specifiche scelte amministrative senza tuttavia dargli informazioni legali e finanziarie sufficienti per proporre soluzioni sensate).
E´ dunque ridicolo discutere su quali siano le responsabilità del sindaco. Il risultato che Honsell e i suoi compagni perseguivano è la presa del potere. Raggiunto l´obiettivo, perché dovrebbero anche amministrare? La presa del potere comunale per alcuni è fine a se stessa, per sentirsi importanti, per essere circondati da questuanti. Per altri è un trampolino per nuove carriere (Parlamento europeo o Regione, Honsell?), da percorrere sempre con gli stessi scopi: il successo e l´interesse personale.
In tutto questo, che cosa c´è da ridere?
Gianni Nistri
23 novembre 2008
LA ROSOLEN AVVIA LA PROCEDURA PER DIMETTERE VOLPE PASINI

E così abbiamo imparato che dal consiglio comunale ci si può autosospendere. Non dimettersi quindi, ma qualcosa di simile sia pur meno grave e apparentemente più soft. Così ha fatto Volpe Pasini, l'irriducibile monello blasè della politica udinese, che mentre pasteggiava con il sindaco per concordare un'indolore exit strategy (per entrambi) dal consiglio comunale, era già nel cuore e nelle scartoffie dell'assessore regionale agli enti locali Rosolen. L'assessore non ha fatto altro che, richiamandosi alle norme in vigore sugli enti locali, dimissionare Volpe Pasini a causa delle sue scaramucce con la magistratura. Chi è arrivato prima? L'autosospensione o la dimissione per via regionale?
22 novembre 2008
DIEGO IN PAUSA
21 novembre 2008
POLITICA E BISTROT
15 novembre 2008
LANTERNE PER LUCCIOLE
E non era arrivato nemmeno in viale Trieste da via Spalato che già aveva "avvertito" chi di dovere che è meglio non occuparsi di lui se non in termini di festosa simpatia. Finalmente liberato dal peso di 13 anni di scaramucce con la giustizia, ha ulteriormente informato la stampa che lui di una certa cena sa tutto e che basterebbe una sua soffiata (non ha detto così ma il senso è questo) per mandare tutto a carte quarantotto (impeachment?).
Avvertimento per avvertimento: il menu, così come la conversazione, erano piuttosto buoni e di luci rosse non c'era nemmeno l'ombra (ombre rosse?) così come sotto al tavolo non c'era nessuna Monica Levinsky.
10 novembre 2008
DIEGO VOLPE PASINI E LE DONNE

Se c’è una cosa che emerge chiara dalla vicenda di Diego Volpe Pasini, consigliere comunale e animatore politico finito in carcere per non aver ottemperato a suo tempo all’obbligo dell’assegno di mantenimento al figlio è che, nel tempo, questo vispo ragazzo un pò fanèe ha maturato rapporti, conoscenze e informazioni tali da renderlo, agli occhi di molti, “pericoloso”.
Per “pericoloso”, nel linguaggio della politica, si intendono quei tizi che, vuoi per carattere (solitamente narcisismo) o convenienza, dispongono della straordinaria capacità di far passare per manifestazioni di libertà e/o verità (diritto di cronaca se riescono a confezionare un qualsivoglia mezzo di comunicazione) la sistematica denigrazione del prossimo: avversari, alleati, parenti, conoscenti e amici, rom e marocchini.
Le province, soprattutto quelle ai confini degli imperi, sono piene di individui che passano con grande rapidità dalle stelle alle stalle, da destra a sinistra, e che tengono sotto tutela intere classi politiche terrorizzate all’idea di entrare nel loro temutissimo mirino.
Il Volpe Pasini in questione (non quello che di tanto in tanto si è presentato alle elezioni, quello è il fratello: vero plot da cartoons con Pippo e Pluto) che è sveglio come pochi, ha fatto propria l’arte – nel suo caso lo è davvero – della comunicazione: si è incatenato ai parcometri, si è battuto contro gli zingari, contro le prostitute, contro gli immigrati, non è stato – lo si è letto sui giornali - un ottimo esempio di buona amministrazione per le sue aziende, ha avuto qualche incidente stradale (e chi non lo ha?), è in stretti rapporti con l’ufficio delle imposte e, complessivamente, si può dire che gestisca il denaro con una nobile disinvoltura (ah! come lo capisco!). Insomma, una vita, per noi di provincia, un po’ spericolata con una certa propensione al pubblico spettacolo.
E’ approdato al comune di Udine (il mantra “teniamocelo buono” serpeggia da sempre nella sinistra bacchettona e la destra la insegue pedissequamente) con una carica creatagli ad hoc (responsabile? addetto? delegato? alla sicurezza) avvicinandolo così al suo sbandierato obiettivo di essere eletto un giorno sindaco e, per quanto mi riguarda, avere un sindaco che sa fare un baciamano comme il faut a una signora non è cosa da liquidarsi con un paio di battute.
La vita spericolata (appena un po’ sopra le righe) ha comportato anche l’obbligo a mantenere il figlio. Solite cose, si dirà: il mondo è pieno di coppie che si separano e poi litigano sugli alimenti.
Nel suo caso, però, l’ex signora Volpe Pasini non deve averla presa troppo bene quando ha scoperto l’insolvenza. E così, per rivendicare il diritto del rampollo, tanto ha fatto da trascinarlo in tribunale. Cosa che, inutile dirlo, capita alle ex mogli con una certa frequenza. Sono seguite, c’è da supporre, lettere da parte di avvocati, pentimenti, spiegazioni, scuse, convocazioni in tribunale. Niente di nuovo sotto il sole delle tante coppie rimaste a corto di argomenti. Che la macchina della giustizia sia piuttosto farraginosa lo sanno tutti ma, solitamente, prima di far eseguire una condanna definitiva come la detenzione in carcere, gli avvocati, confortati dalla solvibilità del loro cliente, presentano appelli e mettono i tribunali a ferro e fuoco tant’è che non si può dire che le patrie galere pullulino di padri assenteisti.
Qualcosa si è inceppato nel meccanismo della giustizia se Volpe Pasini è stato tradotto (che termine orribile!) in carcere munito di libri (non c’è snob al mondo che non veda nella casa circondariale la sede in cui “finalmente” dedicarsi full time alle buone letture) e fotografo al seguito. Se ben ricordo c’è un istituto giuridico, che si chiama condizionale, che consente ai condannati non recidivi di beneficiarne (il che equivale a non andare in carcere) e di evitare traumi che, come in questo caso, diventano pubblici.
L’improvvida circostanza che a questo arresto si sia accompagnata l’anticipata scarcerazione, da qualche parte d’Italia, di un pluriomicida, ha legittimato la classe politica locale e la stampa (quelle stesse che sulla pericolosità del Nostro sono sempre stati piuttosto concordi) a gridare all’ingiustizia.
Il refrain che ormai è arrivato all’opinione pubblica è: non è giusto che un assassino torni libero dopo solamente una decina d’anni mentre un onesto cittadino e persino pubblico ufficiale (!) che ha SOLAMENTE evitato di pagare il mantenimento di suo figlio finisca in carcere.
Quel SOLAMENTE è un sonoro schiaffo morale alle migliaia di donne separate che ogni mese e talvolta per anni e anni devono combattere con mariti latitanti che invocando, scusandosi, battendosi il petto, ostentando redditi zero, giurando che non lo faranno mai più o semplicemente ignorando il problema, cambiano le carte in tavola e non sganciano, per i figli, nemmeno un cents.
Per costoro i figli sono stati un errore di gioventù, un incidente di percorso da invitare eventualmente a Natale o da portare talvolta in gita pensando che non è affar loro ma delle madri pensare al loro sostentamento economico ed educazione.
Il “caso” Volpe Pasini ha talmente enfatizzato questo aspetto che dei distinti signori, fino a ieri intenzionati a passare gli alimenti ai figli della famiglia precedente, stanno seriamente considerando di soprassedere all’impegno essendo ormai evidente si tratti di un “piccolo” reato.
In fondo che male c’è a lasciare un figlio senza alimenti? Com’ è possibile finire in carcere per quella che potrebbe essere una semplice dimenticanza?
Mi spiace per Volpe Pasini. Mi spiace perché è un vero peccato che una persona, soprattutto se benestante – lo hanno scritto i giornali, i blog e via dicendo -, conosca il clima tetro di una cella.
Ma mi spiace soprattutto per le donne che in questo caso hanno taciuto. Anche quelle che di solito si scatenano per molto meno. Il divorzio e l’aborto sono diritti acquisiti dopo urla e barricate, culturali e non. Il dovere per un uomo divorziato a mantenere il figlio è sancito dalla legge e una donna ha il diritto di esigere la corresponsione di quanto stabilito da un tribunale della Repubblica.
Questo episodio poteva essere un modo per sottolineare la necessità di rispettare un diritto. Si è invece trasformato in un una farsa di provincia in cui prevale la necessità dell’equilibrismo, l’equidistanza, perché con i “pericolosi”, quelli che non si sa mai che colpo in canna ci riservino, è meglio essere prudenti. Chissà di quali dossier o gossip o lancinanti verità dispongono! Per sicurezza (!) meglio tenerseli buoni.