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20 aprile 2009

CHI BEN COMINCIA


Adesso sappiamo che:

1. La carica di Gottardo di coordinatore regione del PdL è a tempo, scadrà cioè subito dopo le elezioni di giugno. E' stata una nomina fatta in fretta e furia, tanto per fare. Il 22 giugno i giochi si riaprono. Domanda: chi sarà il capolista (dopo Berlusconi) del PdL nella circoscrizione nord est? C'è un nesso?

2. L'opposizione alla giunta Honsell (Udine) si chiama Sergio Ceccotti. L'opposizione, quella vera, si è data all'arte.

3. Honsell ha fatto in un anno quello che il suo predecessore non ha fatto in un succedersi di legislature. Elenco: a) gli è venuta l'idea di fare un Hospice nell'ex caserma Piave (totalmente in rovina e da bonificare); b) gli è venuta l'idea di fare un parcheggio sotterraneo in piazza Primo Maggio in cui è in via di ultimazione il rifacimento, costoso, dell'area verde. Della querelle sorta a suo tempo tra Cecotti e Soprintendenza, ha perso memoria. c) ha abbassato l'altezza degli edifici (?); d) ha pensato di ristrutturare la biblioteca Joppi (cade a pezzi, molti spazi non hanno l'agibilità da anni, i suoi predecessori l'avevano prevista in una decina di luoghi diversi constatato che non dispone dello spazio fisico necessario a svolgere la sua funzione).

4. Lo sponsor di Debora Serracchiani è Walter Veltroni.

5. Tondo pensa che il suo amico Brunetta stia scherzando e che, quando dice di voler ridimensione il potere delle regioni a statuto speciale, si riferisca all'Alto Adige (che è notoriamente a statuto specialissimo).

6. Saro non è tranquillo.

7. Le mostre d'arte più strepitose (degne delle Scuderie del Quirinale, di Palazzo Reale, ecc. ecc.) le organizzano don Angelo e don Alessio a Illegio, un paesino che non è collegato a niente e dove non ci sono "pacchetti" turistici.

8. Roberto Snaidero non ha avuto una buona idea nello sponsorizzare E Polis.

9. Per battere Ikea a Città Fiera sarà aggiunta un'enorme superficie destinata ad ospitare un outlet del mobile e gli attuali commercianti non sono affatto contenti.

10. A luglio ci dovrebbe essere a Cividale il Mittelfest della restaurazione dopo gli anni bui, ma il programma è ancora misterioso.

11. Toni Capuozzo con il suo articolo pubblicato su Il Foglio di sabato 18 aprile ha regalato al Friuli un'emozione che dovrebbe garantirgli perenne onore e gloria. Adesso, sui terremoti dell' Aquila e altrove non c'è più niente da dire. Anche i giornalisti locali dovrebbero astenersi dal trattare l'argomento.

25 marzo 2009

F 16 on the sky


Un caccia americano, in difficoltà per una probabile avaria al motore subito dopo il decollo dalla base di Aviano, ha sganciato i due serbatoi sui cieli di Tamai e Brugnera ed è poi rientrato alla base. Uno dei due serbatoi, del peso stimato di circa mezza tonnellata, è caduto su una casa colonica del principe Guecello di Porcia e Brugnera, sfondando il tetto e distruggendo una utilitaria che era ricoverata in un’autorimessa. Il secondo è caduto tra due abitazioni, nei pressi della strada di accesso. Per fortuna non vi sono stati feriti, ma alcuni bimbi sono stati sfiorati dal secondo proietto. L’aereo, che era decollato poco dopo le 15.20, è atterrato ad Aviano senza ulteriori problemi.
MessaggeroVeneto

11 marzo 2009

CORTE DEI MIRACOLI


Esercito mobilitato per portare in piazza (San Pietro) un poveraccio pieno di sondini. Come dire, la risposta vaticana al caso Eluana.
Sono solo Pubbliche Relazioni.

2 febbraio 2009

IL CONTADINO VESTE PRADA


Aiar di nêf e di frêt. Cheste buse di cjamp fûr di ogni paîs si è jemplade di int impuartante dal mont. La distilarie dai Roncs di Percût e je alcentri de Italie. Si presee la civiltât contadine. La patrie furlane di cartuline, chê pustice, chê che no je plui, chê de Piçule patrie. Chê dai malgârs, di chei pôcs dismenteâts che a van ancjemò pes mont culis vacjis sîs mês ad an a netâ i prâts e i boscs e a fâ formadi di mont.

Un premi fûr dai lûcs tipics, unic e fals tal stes timp, che al viôt prin ce che al sta sucedint, e tal so jessi coret al è scoret.

A disin che bisugne tignî su i contadins parcè che di lôr al ven il nestri avignî, ducj a batin lis mans, ma o savìn che alì a son chei che a àn butât ju la nestre agriculture, vistûts di fieste e in prime file. Jo ju cognòs mangjin contents e ridin, no sai se par coionâ o parcè che il discors al è un grum comic.

La sociologhe francese e dîs che la agriculture intensive e fâs plui puare la tiere e lasse te fan mieze umanitât. Se pomodoros no san di nuie al è parcè che cussì ju vin volûts. Nol è che ducj o vin di metisi a fâ i contadins, ma o vin di metisi de lôr bande. Ducj ancjemò a bati lis mans, responsabii di ce che a vegnin acusâts. Contadins nome forsit doi e pierdûts te fieste, sorestants a lôr bielstâ come che a son usâts a stâ. Une frute si poie al tendon dal palc e cole pensant che al fos un fondâl, nuie pôre, la fieste e va indenant.

Giovanna Marini, vôs e ghitare e à fat spetacul la sere prin e à cjantât par Cesare Romiti in prime rie "I treni per Reggio Calabria", Rosita Missoni cjantave tal coro "Addio Lugano bella".
La prime regule de civiltât contadine e je chê di fâ sintî ducj a cjase lôr. Discôrs bon pai sorestants sorestants, chei altris ducj a no son stâts invidâts. Lis sioris Marie e il siôrs Bepi a son li a vore, come simpri, al guardarobe, a parchegjâ lis machinis, a dâ fûr di mangjâ, a netâ, a scjaldâ chel puest glaçât, a viodi des puartis, a fâ fente di distilâ (la distilazion vere e je finude bielzâ di un mês, mi dîs un operari, chê trape che si lavore par sene e jere tal frigo di pueste). Par lôr nie di mangjâ e di bevi, ni prin ni dopo de fieste.

Aiar di nêf, tantis machinis che se a fasin soflâ i vuidadôrs 'ndi secuestrin un grum. Par siore Marie e siôr Bepi, nuie pôre, no àn vude la maniere di bagnâsi il bec.
Dal Blog Il Furlanist

6 dicembre 2008

ROBE DA PRETI

CITTA' DEL VATICANO - Viene dall'Austria l'abete rosso che verra' decorato per il Natale di piazza S. Pietro. Ha 120 anni ed e' alto 33 metri. E' stato donato dal comune di Gutestain. La decorazione prevede piu' di duemila palline e una grande stella in cima. Verra' acceso sabato 13 dicembre. Dagli stessi boschi austriaci provengono una quarantina di abeti piu' piccoli che decoreranno gli ambienti del Vaticano. (Agr)

5 dicembre 2008

DINAMO ZAGABRIA A MERENDA


Non solo la città può vantare l’unico traliccio di Natale esistente sul pianeta ma anche rivendicare un portentoso senso di ospitalità manifestato con la sobria accoglienza al manipolo di hooligans croati al seguito della loro squadra. L’idea di per sé non era infelice: invece di lasciarli scorazzare in città li blindiamo sotto un gazebo in piazza Primo Maggio e da lì li spediamo direttamente allo stadio.
Non è che quella piazza l’altro giorno fosse esattamente tranquillizzante con la polizia (giustamente) schierata al gran completo e con ampio armamentario, ma ciò che lasciava interdetti era l’improvvida distribuzione di prosciutto, vini e birra doc.
Non è per essere razzisti o classisti ma, a occhio e croce, era immaginabile che quei crani rasati non potessero essere equiparati a dei pacifici turisti da dover fidelizzare con leccornie del posto. Tant’è che ai baristi era stato fatto divieto di alimentare il tasso alcolico dei giovinastri che comunque, come i loro colleghi inglesi, avevano pensato bene di portarsi le provviste da casa.
Invece di infilare nei pullman i trolley di Vuitton con i cachmerini di ricambio, i nostri eroi croati hanno sistemato nella cambusa quanta più birra e vino potesse accogliere e, allietati dalla buona compagnia, sono sbarcati in piazza Primo Maggio dove, sorpresa! non solo hanno trovato pane e grissini per i loro denti e stomaci, ma anche quel rinforzo alcolico che normalmente viene negato nelle città che ospitano le loro rocambolesche trasferte.
Non è che ci voglia molto per conoscere le prodezze dei nazitifosi della Dinamo che nella loro città sono guardati a vista da cecchini e guardie scelte, certo è che l’accoglienza è stata pari a quella che potrebbe essere riservata a un gruppo di pellegrini sulla via della Madonna nera di Cracovia e che normalmente sono costretti a mangiarsi la mortadella sulla riva del Castello.
Gli esuberanti ragazzi, ben pasciuti, non hanno comunque resistito alla tentazione di compiere qualche razzia e, allo stadio - com’è e come non è - , ci sono entrati con tutto il loro armamentario di petardi necessari a sottolineare la loro gioiosa presenza.
Se non fosse che la partita è stata ripresa nonostante il puzzo di polvere da sparo, Udine avrebbe potuto dire di aver subìto il danno e la beffa. Nel parapiglia, e grazie forse anche al rimbocco di alcol per mano locale e benedizione pubblica, uno dei tizietti è volato giù dagli spalti e qualcuno, per un motivo o per l’altro, si è anche fatto un supplemento di gita dalle parti di via Spalato ed è proprio una fortuna che non abbiano avuto a portata di mano un albero di Natale da saccheggiare.
Storia di ordinaria tifoseria e di ordinaria ospitalità.

3 dicembre 2008

NATALE A UDINE


Il ragionier Fantozzi l’avrebbe definito una boiata pazzesca. Il riferimento è al macabro scheletro di albero di Natale piazzato davanti al Duomo di Udine e subito affrontato dai cani di passaggio come una palizzata per agility dog. Ma questo passa il convento (Comune) da qualche anno a questa parte perseguendo la bizzarra idea che da queste parti del Natale ce ne facciamo un baffo e che vadano retro le pigne di Villaco, le ghirlande di Salisburgo per non parlare dei festanti abeti del trentino o di quei pazzi di newyorkesi che, oltre a farsi ammazzare per comprare un articolo in saldo nel venerdì nero, accendono talmente tante lucine che se poi non firmano il protocollo di Kyoto è per coerenza pura.
Lasciamo stare il milione di led del Rockfeller Center e lasciamo pure perdere quei miscredenti e abeticìdi che sono i veneti e i trentini e su su fino oltre il mar Baltico, ma un albero natalizio, diciamocelo, non si dovrebbe negare a nessuno.
E sì che pensavamo di aver toccato il fondo l’anno in cui, in occasione del Natale, piazza San Giacomo era stata trasformata in una macabra vasca blu con luci stroboscopiche da discoteca albanese che se appena appena ci passava un tizio con problemi di neuroni cadeva dritto nella vasca vuota in piena crisi epilettica.
L’attrezzo spuntato in piazza Duomo altro non è se non la continuità con quell’epoca, diciamo da Cecotti in poi, che ha visto sparire da Udine gli alberi di Natale che sono, per chi non lo sapesse e lavora a Palazzo D’Aronco, quelle conifere sulle quali degli esseri ingenui e certamente limitati d’intelletto da qualche secolo (Riga, Lettonia, 1510 dC) usano appendere palline colorate, lucette, fili d’oro e d’argento. Mettere un abete in un vaso (noi poveretti generalizziamo e diciamo tradizionalmente ancora “pino”) o in un traliccio in grado di reggerlo per poco più di un mese per poi ripiantarlo magari al parco del Cormor, deve sembrare ai nostri amministratori pura follia o qualcosa di demoniaco associato a quello smandrappone di Haider che per qualche anno ci ha mandato un pino vero dalla sua regione e con quella punta in aria in piazza Libertà sai tu che cosa voleva che evocasse.
Nel dicembre del 2007 si è rischiata una guerra (da quelle parti hanno il grilletto facile) tra la Moldova e la Transnistria a causa di un albero di Natale sottratto dalla piazza nientemeno che dal presidente di una di quelle sedicenti repubbliche. Noi crediamo che se il magnifico sindaco in persona e nottetempo volesse disfarsi dell’orrido orpello, troverebbe una cittadinanza grata disposta a offrirgli clandestinamente una fetta di panettone sotto un autentico, sia pur agè, albero di Natale. Merry Christmas to you.

25 novembre 2008

OPERAIO CADE IN UN CANTIERE

Un operaio di 52 anni, di Barletta (Bari), e' rimasto ferito in un incidente avvenuto nel pomeriggio in un cantiere a Ronchis di Latisana. Stava lavorando alla costruzione del nuovo casello autostradale quando e' caduto da una scala da un'altezza di quasi quattro metri. Soccorso dal 118, e' stato trasportato in elicottero all'ospedale di Udine dove e' ricoverato in prognosi riservata.

INTRIGO A FELETTO


Il similprete imbonitore, similortodosso e furbastro ha trovato a Feletto la sede giusta dove consentire ai poveracci di dar libero sfogo alle loro miserie che, ahinoi!, sono quasi sempre frutto di ignoranza. Dietro a questi deliri collettivi (fortunatamente circoscritti) c'è sempre un business. Capire quello, consentirà di far luce sull'intero intrigo per evitare che dei creduloni finiscano a terra come dei tarantolati. Se questi pretasti esistono è perchè c'è bisogno di loro. O meglio, c'è una porzione di mondo che non ha di meglio da fare o modelli a cui riferirsi. Scientology docet, Vanna Marchi pure. Bloggando e bloggando cercheremo di capire per riferire.

23 novembre 2008

LA DELSER IN FIAMME


Ancora oggi i vigili del fuoco di Udine e San Daniele hanno continuato a lavorare per spegnere le ultime fiamme dell'incendio che è scoppiato nell'ex stabilimento della Delser (ora Quality Food) a Martignacco.

22 novembre 2008

DOCUMENTI FALSI SU CARTA DELL'UNIVERSITA'


Un siriano di 36 anni ha sottratto una speciale carta filigranata dell'Universita' di Udine con cui ha realizzato falsi certificati per ottenere permessi di soggiorno oltre a falsi bollettini postali e documenti di vario genere. La Digos gli ha sequestrato pc, stampanti, scanner e altri apparecchi che servivano alla produzione dei falsi documenti. Il siriano è stato denunciato alla magistratura ed è stata avviata la procedura di revoca del permesso nei riguardi di altri sei studenti extracomunitari.

A CASSACCO BUTTA IL FRATELLO IN CARROZZELLA DALLE SCALE


Questa notte a Cassacco, a pochi chilometri da Udine, un 30enne a seguito di un litigio con il fratello maggiore Gabriele - che vive in carrozzella - lo ha spinto giù dalle scale provocandogli ferite alla testa. Gabriele e' stato trasportato all'ospedale di Udine per varie ferite e un trauma cranico mentre l'aggressore è stato arrestato.

21 novembre 2008

ZORNITTA CHIEDE 2,5 MILIONI DI RISARCIMENTO


Elvio Zornitta, l'ingegnere di Pordenone finito nell'inchiesta Unabomber, batte cassa e chiede un maxi-risarcimento da 2,5 milioni di euro al poliziotto Ezio Zernar, l'ex capo del Laboratorio Investigazioni Criminalistiche della procura di Venezia, accusato di aver manomesso il lamierino di un ordigno trovato integro e attribuito con certezza dagli investigatori al terrorista del Nordest. Lo scrive oggi il quotidiano «La Nuova Venezia». La cifra è stata formalizzata dai legali di Zornitta, gli avvocati Maurizio Paniz e Paolo Dell'Agnola, negli atti di costituzione di parte civile nel processo contro Zernar, che si svolgerà in rito abbreviato, a partire da venerdì prossimo. «Caduta la prova del lamierino - dice Paniz - non ci sono ulteriori elementi che possano dimostrare il coinvolgimento dell’ingegnere Zornitta nell’inchiesta» su Unabomber.
dal Corriere della Sera del 21 novembre

20 novembre 2008

SI SCHIANTA UN EX PILOTA DELLE FRECCE TRICOLORI


Era impegnato in una serie di acrobazie, nell'ambito di alcune esercitazioni di volo, l'aereo precipitato giovedì mattina (un Siai Marchetti SF260) dopo essersi schiantato contro il piano superiore della casa di un gruppo di quattro villette a schiera a Rozzampia. L'incidente è avvenuto a circa 300 metri dalla pista di atterraggio dell'aeroporto di Thiene (Vicenza). Il pilota, il comandante Stefano Rosa, ex Frecce Tricolori, è morto carbonizzato.


LA DINAMICA - Al momento dell'incidente, il proprietario dell'abitazione, un poliziotto, si trovava nel garage e ha solo sentito un boato provocato dall'impatto del velivolo contro il balcone della sua abitazione, mentre la moglie pare fosse in una stanza al piano terra. L'aereo ha "centrato" la camera della figlia di 13 anni, che invece era scuola. Il velivolo, finito nella stanza con la parte anteriore, ha preso fuoco e il pilota è morto carbonizzato. I vigili del fuoco, intervenuti tempestivamente, hanno spento l'incendio prima che le fiamme si propagassero per l'abitazione. I resti dell'aereo e la villetta sono stati posti sotto sequestro. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri di Thiene e personale dell'Enac che sta collaborando alle indagini.

EX FRECCE TRICOLORI - La vittima è Stefano Rosa, ex Frecce Tricolori, era solista di una pattuglia acrobatica civile. Oltre al volo coltivava un’altra grande passione, il golf, di cui è un vero fanatico. Nell’Aeronautica Militare aveva prestato servizio presso il Corso Vulcano 3°. Stefano Rosa aveva 47 anni, era nato a Senigaglia (Ancona) e risiedeva a Gradiscutta di Varno (Udine). Con altri tre piloti aveva appena finito di provare alcune figure acrobatiche per una prossima manifestazione. I quattro erano scesi all'aeroporto Ferrarin di Thiene. Rosa, però, era subito risalito per allenarsi un altro po' da solo. Secondo le testimonianze, l'aereo volava a bassa quota, in assetto molto inclinato, quando si è schiantato contro la villetta.

Dal Corriere della Sera di giovedì 20 novembre