26 ottobre 2010
Benvenuti a Chinatown, zona Magnolie.
Ad una ad una tutte le luci stanno diventando al neon con buona pace dell'amministrazione che certamente plaude alla green energy che, da quelle parti, sta virando al yellow con sfumature ad oggi imprevedibili.
18 dicembre 2008
IDEA PER HONSELL
Da L'Adige del 18 dicembre
14 dicembre 2008
DONAZIONE ORGANI E HONSELL

Furio Honsell, sindaco di Udine, ha preso la parola all’apertura del convegno “Aspetti etici, religiosi e culturali nella donazione e trapianto”. Il convegno, organizzato a Tavagnacco dal Centro regionale trapianti con il patrocinio di Hypo Alpe Adria Bank, trattava un argomento di grande attualità e rilevanza, tanto è vero che è iniziato prima delle nove di mattina ed è finito alle 14,30. Honsell ha svolto il suo intervento verso le nove, ha detto che si tratta di un problema molto complesso che merita un attento ascolto e subito dopo se n’è andato.
Per la verità ha anche detto un paio di altre cose. Innanzitutto che nelle questioni complesse il contributo dei singoli individui conta di più del lavoro coordinato (?). Poi, con un candore che non gli riconoscevamo, ha rivelato di aver scoperto che l’Associazione friulana donatori di sangue è una organizzazione, una “rete”. Ha ammesso di averlo scoperto perché quasi ogni domenica è invitato da un “circolo” dell’Associazione (forse sarebbe meglio definirla sezione).
Le autorità – si sa - sono tenute a partecipare ad ogni occasione e manifestazione, quasi come la statua del Santo in processione. Allora perché criticare Hosell? Perché lo fa solo per esibizione, per vanità. E’ facile criticare le sue dichiarazioni, perché le sue parole riempiono di vuoto il nulla. Perché su ogni argomento che tratta potrebbe invece ricavare importanti e sostanziali informazioni dalle conoscenze connesse con la sua carica e dai funzionari del suo comune; informazioni che sarebbe importante divulgare perché i cittadini possano essere più informati – e quindi più partecipi – delle questioni amministrative che li riguardano. Invece si limita a frasi di circostanza (ma davvero non conosceva l’organizzazione dell’Associazione dei donatori di sangue?). D’accordo con le sue dichiarazioni superficiali ad un convegno fa pochi danni. Ma quanti ne fa invece con lo stesso atteggiamento superficiale sui problemi – e sono tanti! – della città? Forse sarà per questo motivo che finora si è ben guardato dall’affrontarli, se è vero che le gradi discussioni dei cittadini si sono finora concentrate sull’indegno traliccio sistemato davanti alla cattedrale di Udine e spacciato per albero di Natale.
A che punto siamo arrivati. A rimpiangere Cecotti !
13 dicembre 2008
LE PRIMARIE DEL PINO

Chissà se succederà in settembre o in ottobre! La città sarà quieta dopo che le scuole sono iniziate e si apre quel periodo che va da Friuli Doc a Santa Caterina. Forse potrebbero essere proprio questi i magici momenti in cui la cittadinanza tutta sarà chiamata, via Facebook o sai-tu-cosa, a decidere che tipo di albero di Natale sistemare in piazza. L'ha pensata bene il vicesindaco Martines, che ha ancora l'allure del ragazzetto e che ne inventa una più del diavolo. L'albero tecnologico 2008 non piace? Vorrà dire, così deve aver pensato, che si faranno le primarie del pino. Ci metteremo tutti in fila davanti ai gazebo e risponderemo a qualche insidiosa domanda del tipo: "Vuoi che venga allestito un albero ecologico o preferisci che venga espiantato dalla terra un albero vero andando così ad alimentare il dissesto idrogeologico che sta producendo disastri su scala mondiale come è dimostrato dagli incendi a Hollywood (Martines è un cinefilo) e le esondazioni lungo il rio delle Amazzoni?". E noi che già ci sentiamo dei disgraziati per il fatto di vivere di straforo con 23 gradi in casa, di aver tenuto tutta l'estate l'aria condizionata a manetta alla faccia del buco dell'ozono e tutto il resto, saremo lì che ci tormenteremo, divisi come saremo, tra il filone consumista pinista e quello che ci imporebbe il salvataggio del pianeta.
Potremo, approfittando dell'estate, costituire dei micro partiti (i cespugli dei cespugli) pro e contro il pino e ci saranno certamente anche i centristi che terranno, come sempre, il piede in due staffe e che avranno anche l'appoggio (non dichiarato) di Ferruccio Saro. Honsell&Martines faranno una campagna pro traliccio e chiederanno il sostegno dell'Abs mentre i consumatori accaniti si avvarranno dell'appoggio dell'Upim che vedrà nell'operazione un ottimo mezzo per vendere palle dismesse. I sostenitori del pino esporranno palle su palle e saranno appoggiati da Babbo Natale in persona. Le primarie del pino - alle quali si potrà votare anche via fax - non porteranno a nessun risultato concreto e sarà necessario ricorrere a un sorteggio la cui autenticità sarà seriamente compromessa da H&M che, per far valere la loro tesi ("no alle palle sui rami" sarà il loro slogan), utilizzeranno cultura e urbanistica e mediatori culturali aizzati da Volpe Pasini alleato, per l'occasione, dei rom.
Sarà un momento difficilissimo per la città e non ci saranno nè vincitori nè vinti perchè quel furbone di Saro alla fine convincerà le parti a mettere un pino da una parte e un traliccio dall'altra. E arriveremo al prossimo Natale così stremati che, alla fine, di un pino o di un traliccio non ci interesserà proprio niente.
7 dicembre 2008
FRANZIL KRISTIAN? PRESENTE E ASSENTE
E’ difficile accettare che una Giunta comunale di sinistra, progressista e riformista come quella che regge Udine possa esibire inaccettabili livelli di intolleranza. Mi riferisco al progetto orgogliosamente sbandierato dall’assessore all’istruzione del comune di Udine Kristian Franzil. Il buon assessore preannuncia un patto tra comune e scuole cittadine per evitare l’iscrizione indiscriminata di bambini extracomunitari nelle varie classi. In altre parole questi bambini dovranno essere discriminati e divisi d’imperio fra classi diverse per non disturbare con il loro numero gli alunni udinesi. Che vergogna! E l’uguaglianza? E l’accoglienza? E il superamento della condizione di diverso? Come potremo instillare l’educazione civica nella mente di questi nostri nuovi concittadini se fin da piccoli li spostiamo come merce a nostra discrezione (un pò qua e un pò là)
Ma non basta. L’assessore Franzil ha avuto un'altra idea progressista e riformista: il mediatore culturale. In virtù di una apposita convenzione (quanto costa?) ci saranno persone che andranno nelle classi a fare mediazione linguistica . Ma come si fa ad umiliare fino a questo punto questi bambini? Così facendo si instaura una vera e propria forma di apartheid culturale, un segregazionismo che nella nostra città non avremmo voluto mai vedere. Anche per i pericoli futuri che nasceranno da questo gretto atteggiamento della Giunta. Pensate ai segni che resteranno nella mente di questi bambini anche quando saranno diventati grandi e ai conseguenti disordini che si verificheranno fra quindici o vent’anni nella banlieue udinese.
Francamente questo non ce lo saremmo mai aspettato da un Sindaco che ama la cultura occidentale al punto da usare l'inarrivabile accento di Stanlio e Ollio.
24 novembre 2008
MAIO E BAKUNIN
21 novembre 2008
GEMELLAGGIO
15 novembre 2008
CONSIGLI PER HONSELL
Le posizioni messe al bando sono quelle che verranno lasciate vuote dopo la partenza da Washington di George Bush e dei suoi fedelissimi. E' il meccanismo dello spoil system, che ad ogni cambio di presidente rinnova i quadri di una parte consistente dell'Amministrazione, creando una migrazione ordinata che dura più di due mesi.
Questa volta Obama ha deciso di accettare le domande anche su internet e sul suo nuovo sito change. gov si trova la richiesta da compilare per sperare di far parte della sua squadra. A correre saranno soprattutto le migliaia di persone che hanno lavorato per la campagna del senatore democratico e ora vogliono seguirlo alla Casa Bianca. La descrizione nei particolari di ogni posizione disponibile, dalle mansioni alla retribuzione, è contenuta in un libro di 209 pagine: il Plum Book, chiamato così per il color prugna della sua copertina, che viene pubblicato ogni 4 anni dopo le elezioni fin dai tempi di Eisenhower. Un terzo delle posizioni non sono realmente in concorso, perché la scelta viene fatta direttamente dal presidente che valuta le candidature e sceglie chi è più consono ai bisogni della sua squadra. Ma anche per gli altri posti è difficile immaginare che chi non ha nessuna relazione con i democratici e la campagna di Obama possa farcela, visto che l'appartenenza politica alla fine è determinante.
Questa volta poi, per evitare spiacevoli sorprese è stato varato un questionario di 13 pagine con 63 domande a cui deve rispondere chi voglia avere un posto nell'Amministrazione. Non si era mai visto un interrogatorio più dettagliato. Non si chiede solo, come di prassi, se il candidato ha precedenti penali o se ha lavorato per conto di una lobby, ma viene chiesto di dichiarare qualunque comportamento possa essere fonte di scandalo: la nazionalità della baby sitter dei figli, se le si pagano i contributi; se si hanno mai avuto multe sopra i 50 dollari; se si ha una pistola in famiglia; se si tiene un blog, una pagina su Facebook o un diario in cui si sono fatte dichiarazioni che se diventassero di dominio pubblico potrebbero mettere in imbarazzo il presidente. Tutto per evitare poi un calvario di retroscena e scandali e gli errori del passato, quando candidati considerati fortissimi franarono per piccoli scandali, come successe ai due candidati ad essere ministro della Giustizia con Clinton nel 1993 che naufragarono proprio perché avevano immigrati illegali che lavoravano nelle loro case.
In tempi di crisi e scandali finanziari le cose sono ancora più delicate e così Obama vuole sapere se il candidato o membri della sua famiglia abbiano mai lavorato per una delle istituzioni finanziarie che sono state salvate con i soldi pubblici, dal colosso assicurativo AIG ai giganti del mutuo Fannie e Freddie Mac. E vuole essere messo al corrente di ogni associazione, azienda, club, circolo, partito politico, organizzazione non governativa, religiosa o di beneficenza a cui si è stati iscritti.
Viene chiesto poi di fornire tutti i curriculum e le biografie che una persona ha presentato negli ultimi dieci anni, dettagli sulla vita e la professione di mariti e mogli, ogni guadagno, dichiarazione dei redditi e proprietà immobiliare, e infine si chiede di interrogarsi bene se si è mai fatto qualcosa che potrebbe rappresentare un conflitto di interessi con la nuova Amministrazione. Infine bisogna pure fare l'elenco di ogni regalo di valore superiore ai 50 dollari che non sia arrivato da un parente o un "amico personale di lunga data".
Ogni candidatura verrà vagliata dall'Fbi e poi dalla Commissione etica del governo, insomma un esame a cui c'è da chiedersi quanti potranno sopravvivere.
Tra i lavori messi al bando si scoprono, oltre ai più noti e scontati, decine di mansioni oscure e perfino curiose: dai tre posti alla commissione per i mammiferi marini (stipendio di 100mila dollari l'anno), all'incarico di capo staff della commissione che si occupa degli strumenti finanziari - uno tra i più pagati (221mila dollari) - , fino alla posizione meno remunerata quella di membro part-time della commissione per la ricerca sull'Artico che prende solo 571 dollari all'anno.
Per le centinaia di lavori curiosi descritti nel libro uno sembra mancare, ironizzava ieri il Washington Post, il consulente per tutti i repubblicani che devono lasciare la scrivania e trovarsi un nuovo lavoro.
da La Repubblica del 14.11.2008
